SETTORE SANTA MARIA DI LEUCA

A

 

 

“La spiritualità coniugale secondo

Giovanni Paolo II”

 

 

 

INCONTRO DI SPIRITUALITA’

 

28 giugno 2009

Oasi dei Beati Martiri Idruntini

Santa Cesarea Terme

 

 

 

“Non ho mai cercato una tecnica della preghiera. Sono stati gli incontri, le delusioni, le malattie, le gioie e le emozioni a pormi davanti a Dio”.

Don Luigi Verdi

 

Carissimi amici,

il ritiro spirituale è un’occasione per fermarsi e riflettere; un tempo privilegiato per incontrare Dio nel silenzio e nella sua Parola, per approfondire la propria fede e la propria vita cristiana attingendo alla ricchezza del cammino E.N.D.

 

Frate Rufino ci guiderà nell’incontro spirituale con il Signore.

Claudia e Renato Ponzetta

Don Stefano Rocca

 

Programma

-      ore 17,30   Accoglienza;

-      ore 18,00   Recita dei Vespri e a seguire la riflessione di frate Rufino;

-      ore 19,00   Silenzio e riflessione personale;

-      ore 19,30   breve pausa e a seguire riflessione di coppia (dovere di sedersi) nella vicina pinetita;

-      ore 20,30   Si ritorna in Chiesa per dare inizio all’adorazione eucaristica (durante l’adorazione accoglieremo le due equipe di Andrano);

-      ore 21,15   Convivialità (cena).

 

 

“Di un prestito d’aria vive il nostro viaggio,

di un segreto che non si può raccontare.
Grazie del tuo essere qui.

Grazie della tua innamorata inquietudine”

Don Luigi Verdi

 

 

 

Frate Rufino ci guida nella riflessione per meglio comprendere

 

LA SPIRITUALITA’ CONIUGALE SECONDO GIOVANNI PAOLO II

 

SCOPO E MODO DI PROCEDERE

·         Qualche idea di fondo per il cammino spirituale di una coppia cristiana. L’essere “sposati nel Signore” genera un cammino specifico di spiritualità?

 

 

·         Una riflessione a tappe:

- La Parola di Dio meditata.

- La Parola di Dio celebrata.

- La Parola di Dio incarnata.

 

 

LA PAROLA DI DIO MEDITATA.

La Parola di Dio è la prima sorgente di ogni spiritualità cristiana” (Giovanni Paolo II).

 

 

 

 

·         A tre condizioni     

 

1.  che sia una lettura ispirata dalla fede, anzi dall’obbedienza della fede (1. Tess. 2,13; Ebrei 4,12.13…)

 

2. … e anche dalla fede nella Chiesa;

 

3. che non sia una lettura superficiale oppure sporadica.

 

·         Una riflessione di Giovanni Paolo II: la spiritualità del corpo. Oggi che i cristiani sono spesso confusi, senza punti di riferimento, “senza valori sicuri” e d’altra parte vivono in un mondo in cui l’unico valore sembra essere il corpo, il proprio corpo … c’è una visione del corpo che può portare ad una vera spiritualità cristiana? Si può vivere intensamente la propria corporeità, la propria sessualità e contemporaneamente la propria fede?

 

1.     Due passi fondamentali da meditare:

-         Adamo ed Eva = la solitudine di Adamo – l’unione con Eva – la nudità senza vergogna delle origini (Genesi 2,18-25).

-         Cristo e la Chiesa, i cristiani – marito e moglie – sposati nel Signore (Efesini 5,21-33).

 

2.     La domanda fondamentale viene subito alla mente:

-         in che rapporto stanno queste due coppie tra loro?

-         Quale coppia fa da modello all’altra: Adamo ed Eva oppure Cristo e la Chiesa?

 

3.     Perché San Paolo cita “i due diventarono una sola carne” cioè il riferimento alla dimensione sessuale alla vita di coppia?

·         Ciò che fa Giovanni Paolo II è una rilettura, una reinterpretazione della Bibbia e della vita cristiana in senso sponsale e a partire dal corpo sessuato.

 

 

 

 

 

 

Per sintetizzare:

     

 

1. tutta la vita cristiana è come un grande invito a nozze da parte di Gesù per ciascuno di noi, un cammino verso l’unione con Lui più profonda che si possa immaginare in cui Lui è lo sposo e noi – ognuno di noi – la sposa;

2. in questa unione deve entrare tutta la nostra personalità, anima e corpo, corpo sessuato;

3. il matrimonio sacramentale è dunque una concretizzazione di questo cammino, una immagine “plastica” dell’unione Cristo-Chiesa.

 

LA PAROLA DI DIO CELEBRATA

“La liturgia è il culmine verso cui tende l’azione della Chiesa e, al tempo stesso, la fonte da cui promana tutta la sua energia(Concilio, SC. 10).

 

Dove troviamo “realizzato” questo matrimonio tra Cristo e la Chiesa, Cristo è ognuno di noi?

Nell’eucaristia soprattutto (cfr UD 354, 365, 383…) = è nell’Eucaristia che Gesù, lo Sposo, e la Chiesa, la Sposa, si uniscono tanto da diventare “una sola carne”, nell’Ostia Consacrata.

Ora questo avviene a tappe nella celebrazione eucaristica:

1.     il saluto: che esprime la fede nella Trinità e nel Signore presente;

2.     l’atto penitenziale: la Chiesa chiede di essere purificata dai suoi peccati;

3.     la colletta: la richiesta specifica per questa celebrazione;

4.     la liturgia della Parola: “ricòrdati, mia sposa, di quanto ho fatto per te;

5.     l’offertorio: la risposta l’offerta di se della propria vita;

6.     la consacrazione e la comunione: l’unione, “una sola carne”: il pane consacrato che ognuno deve fare proprio con la comunione;

7.     Andate!

“Ogni celebrazione liturgica, in quanto opera di Cristo sacerdote e del suo corpo, la Chiesa, è azione sacra per eccellenza, e nessun’altra azione della Chiesa ne uguaglia l’efficacia … “ (Concilio Vaticano II, SC 7).

 

LA PAROLA DI DIO VISSUTA.

Nella vita coniugale, le relazioni carnali sono il segno e l’espressione della comunione tra le persone. Le manifestazioni di tenerezza e il linguaggio del corpo esprimono il patto coniugale e rappresentano il mistero dell’alleanza e quello dell’unione di Cristo e della Chiesa. I momenti di profonda comunione danno ad ogni membro del focolare una reale forza per la sua missione presso i suoi fratelli, come anche per il suo lavoro quotidiano” (Giovanni Paolo II 1996).

 

Ecco dunque il carisma della vita coniugale, la sua missione specifica: la sua stessa vita affettiva e sessuale! Da lì parte tutto il resto …

Ciò implica certamente un cammino di maturazione, un cammino di castità coniugale per dare alla vita intima la pienezza del suo significato.

 

Il modello ci è dato: la celebrazione eucaristica con le sue tappe che portano progressivamente alla consacrazione e alla comunione, all’unione intima con il Signore: è questo il criterio di verifica per la vita intima della coppia, come se Gesù dicesse alla coppia: “quando vi unite sessualmente, ricordatevi della celebrazione eucaristica, cioè di quando io mi unisco alla Chiesa mia Sposa tanto da diventare <<una sola carne>> nel pane eucaristico; amatevi l’un l’altro come io vi ho amati”.

 

A questo punto ogni coppia dovrebbe essere in grado di verificare se assolve bene la sua missione in questo ambito, un con l’intuito, un aiutandosi con queste riflessioni tratte dall’insegnamento di Giovanni Paolo II.

 

Una convinzione vi deve accompagnare: la vita sessuale non è né l’ultima cosa nella vita coniugale, né la prima; è al centro, al cuore della vita di coppia. E quindi richiede un cammino di castità: “al centro della spiritualità coniugale sta dunque la castità …” (UD 489) e richiede un atteggiamento di “meraviglia” per quello che Dio sta compiendo insieme alla coppia: “il rispetto per l’opera di Dio contribuisce a far sì che l’atto coniugale non venga sminuito e privato dell’interiorità nell’insieme della convivenza coniugale – che non divenga <<abitudine>> - e che in esso si esprima una adeguata pienezza di contenuti personali ed etici, ed anche di contenuti religiosi, cioè la venerazione alla maestà del Creatore, unico ed ultimo depositario della sorgente della vita e all’amore sponsale del Redentore” (UD 492).

 

Insomma , per una coppia cristiana deve diventare un momento di contemplazione davanti al mistero che si apre: il mistero di Dio Creatore, il mistero di Gesù che si unisce alla Chiesa, il mistero del coniuge che si apre a te, il mistero della vita che ne potrebbe scaturire …

 

QUALCHE DOMANDA PER LA RIFLESSIONE

PERSONALE E DI COPPIA

 

  1. La domanda che vi viene spontanea: è la prima da affrontare.

 

  1. La Parola meditata: vi sembra sufficiente il tempo che dedicate individualmente e in coppia alla lectio sistematica e alla formazione religiosa (catechismo, percorso END)?

 

  1. La parola celebrata la pratica religiosa è assidua e veramente partecipata? La confessione almeno mensile? La celebrazione eucaristica è vissuta in coppia, almeno in qualche modo?

 

  1. La parola vissuta: – la vita intima riceve l’importanza che si merita? E’ al centro della vostra crescita di coppia? Riuscite ad affrontare l’argomento? – state facendo un cammino di castità insieme che non si limiti allo stretto necessario? Che cosa desiderereste in concreto?

 

 

 

L’accoglienza delle equipe di Andrano 1 e 2

 

 

 

Mina e Oronzo, insieme a Tonia e Giuseppe, Bianca e Massimo, Maria Grazia e Pasquale, Cristina e Filippo, Adelaide e Rocco, Wilma e Fortunato e Virginia e Nicolino,

 

 

Antonia e Paolo Luigi, insieme a Angela e Salvatore, Imma e Andrea, Adriana e Andrea, Mina e Lucio, Anna e Rocco, della comunità di Andrano

 

 

 

ricevono i simboli della luce, del sale e del Vangelo.

 

 

“Voi siete la luce del mondo e il sale della terra. Diventate con la vita ciò che siete per grazia del Signore”.